Ambiente & Territorio : riflessioni ad alta voce

Posso affermare, senza timore di smentita, che l’aver camminato per tanti anni mi ha permesso di conoscere luoghi e persone molto differenti fra di loro.

Ho potuto godere di panorami unici e sensazioni difficili da descrivere.

Nello stesso modo ho conosciuto persone gradevoli, appassionate del cammino e gelose del proprio territorio, ma anche persone subdole, false, incapaci.

E spesso tali caratteristiche si manifestavano con una arroganza senza limiti.

Per fortuna queste persone sono poche.

Ho attraversato però anche territori che poi, così incontaminati, non lo sono proprio !

Sono arrivato anche a pensare che, se non esistessero queste porcherie, apprezzeremmo molto meno tutti i lati positivi !

Ho compreso bene che Ambiente & Territorio (proprio così, con la & commerciale !) sono una unica cosa. Inscindibile.

In effetti non esiste un territorio (e la sua storia) che non sia stato condizionato dall’ambiente.

Provo a spiegarmi in due parole : ce lo vedreste uno jazzo sotto una cima dolomitica ?

Negli incontri che ho tenuto in questi anni dal titolo (appunto) “ Escursionismo : Ambiente & Territorio”, provo in un paio di ore a far capire (anche) come si arrivi a tale conclusione.

Spiego anche quale sia il mezzo attraverso il quale ci si può arrivare “sul campo” : l’escursionismo.

Vorrei condividere in questa pagina le considerazioni che mi sono state di grande aiuto ieri sera quando sono stato ospite di una cena di gala organizzata dall’Oleificio Cooperativo Paladino di Palo del Colle in occasione della conclusione del programma di festeggiamenti per la ricorrenza del 60° anniversario dalla fondazione.

Stiamo lavorando insieme per la realizzazione di un progetto escursionistico sul territorio palese mossi dal grande entusiasmo della suddetta Cooperativa.

Durante la cena mi è stato consegnato un Attestato per il lavoro svolto e… mi è stato messo in mano improvvisamente un microfono.

Mi sono trovato inaspettatamente a parlare ad un pubblico di circa trecento persone a me completamente sconosciute. E avrei dovuto parlare di una tematica (l’escursionismo) a loro probabilmente sconosciuta.

Sono bastati pochi secondi per capire quale era il tasto da toccare e come arrivarci.

Spesso in tutti questi anni ho evidenziato come la “cultura del Territorio” sia stata una materia demandata ai pochi appassionati e come solo attraverso le Associazioni sia stato possibile avviare molta gente a guardare con “occhi nuovi” (come li chiama Marcel Proust parlando del viaggio di scoperta) il territorio circostante.

Mi sono reso conto che nelle occasioni in cui mi sono trovato ad affrontare l’argomento con enti, istituzioni, scuole o aziende, ho trovato davanti a me un pantano di sabbie mobili. Parlavamo lingue diverse.

Da una parte la passione e l’amore per il territorio, dall’altra una logica affaristica, clientelare o di opportunismo politico.

Non voglio sindacare su ciò che sia più giusto, ma voglio ripetere che si tratta di due lingue diverse.

Oggi, per fortuna, le cose iniziano a cambiare.

Spesso però mi sono sentito chiedere : “Che cosa possiamo inventarci per valorizzare il territorio ?”

Ed ecco l’illuminazione che ho avuto mentre iniziavo a parlare a questa platea attenta e silenziosa.

Non c’è da inventare assolutamente nulla!

Ciò che doveva essere inventato è lì davanti a noi.

I monti, i boschi, i fiumi, i laghi ed anche la pietrosa Murgia sono stati creati nel tempo per mezzo di mutamenti climatici, erosioni di acqua e vento o sommovimenti tellurici (ecc.ecc.)

La nostra storia e le nostre tradizioni sono state create dai nostri lontani antenati fino ai nostri nonni.

Così come questa Cooperativa è stata creata 60 anni fa da 14 uomini lungimiranti.

Il nostro compito non è quello di inventare qualcosa ma di spiegare perchè tutto questo è importante.

Ciò che manca per far partire questo circolo virtuoso è la conoscenza.

Ecco quindi che il camminare dà lo spunto per avviare una grande operazione che potrà apparire “scontata”.

Se ne stiamo parlando probabilmente non lo è; e comunque, spesso, le soluzioni ai problemi si nascondono nelle cose più elementari.

Camminare per conoscere.

Il mezzo di trasporto più antico, economico ed ecologico ( i nostri piedi) sono il mezzo per vivere con lentezza il territorio che ci circonda. I ritmi più lenti acuiscono i sensi e la curiosità. Ci si accorge subito di piccoli dettagli (a volte neanche tanto piccoli) che fino a poco tempo prima avevamo completamente ignorato.

Camminando iniziamo a chiederci il perchè delle cose ed iniziamo a leggere il tutto in un modo nuovo.

Conoscere per apprezzare.

E’ inevitabile che, conoscendo meglio il territorio, si comincino ad apprezzare le piccole cose: i profumi, i colori, i suoni. Apprezziamo i ritmi antichi e le tradizioni.

La conoscenza ci porta a dare il giusto valore alle cose, iniziando a valutare maggiormente i dettagli e a comprendere quanto siano importanti per arricchire le nostre vite.

Apprezzare per divulgare.

Ci si rende conto di come sia importante e gratificante parlare agli altri di questa realtà sconosciuta che è sotto i nostri occhi.

E’ abbastanza facile avvicinare la gente a questo mondo perchè ci si rende subito conto di quanto queste “cose ignote” in realtà occupino la nostra vita e , a volte, la condizionino.

La cosa più complicata è diffondere questa cultura nel modo giusto.

Purtroppo vedo sempre più spesso fantomatiche guide escursionistiche che, in cambio di pochi euro, avvicinano in modo sommario e fuorviante a queste attività.

Il camminare ha le sue regole e la sua deontologia. E’ desolante vedere gente che urla, parla al cellulare, cammina con scarpe non idonee, fuma, raccoglie a piene mani (e buste) frutti e piante spesso nella proprietà privata… Potrei continuare, ma credo di essermi spiegato bene.

Divulgare per valorizzare.

Questo è un passaggio delicato perchè offre il fianco a speculazioni di vario genere. C’è sempre da tener presente infatti che la valorizzazione ha senso solo se non si variano le condizioni del territorio. Se una splendida masseria abbandonata è raggiungibile solamente da uno stretto tratturo delimitato da muretti a secco, sarebbe folle stenderci una strada asfaltata per renderlo più fruibile ! Perderebbe tutto il suo fascino ed il suo motivo di attrazione.

Molto spesso, oggi, gli amministratori pubblici ad ogni livello, forse per lavarsi la coscienza e per poter dire di aver fatto qualcosa per l’ambiente ed il territorio, inventano una pista ciclabile nei punti più belli, stravolgendo completamente i motivi per cui qualcuno dovrebbe attraversarlo !

Qui il discorso può diventare molto lungo, ma credo che sia opportuno prendere atto delle enormi potenzialità occupazionali che si possono sprigionare da una politica oculata.

Valorizzare per tutelare.

Questo è invece il passaggio più semplice in quanto la tutela è una diretta conseguenza di una attenta valorizzazione. Così come non mettereste la vostra spazzatura in salotto o in un museo, così le nuove generazioni inizierebbero a comprendere quanto sia demenziale e controproducente abbandonare i rifiuti in aperta campagna !

In ogni caso, in questo momento storico, sarebbe auspicabile afincare un sistema repressivo ad uno incentivante per far sì che la generazioni degli “zozzoni” (la nostra, tanto per intenderci), comprenda queste parole di un vecchio capo indiano : “Non abbiamo preso in eredità questo mondo dai nostri genitori, ma l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli”.

Tutelare per camminare.

Il giro riparte…con un mondo più bello di prima.

Sia ben chiaro che non mi sono dilungato così tanto dinanzi ai partecipanti alla cena, altrimenti ancora adesso mi starebbero inseguendo nelle campagne di Auricarro !

Mi sono permesso su questi fogli di mettere meglio a fuoco alcuni concetti.

Confido nella vostra pazienza e nel vostro perdono !

Comunque concludo queste mie considerazioni nello stesso modo con cui ho concluso il mio discorso.

Ogni cammino, anche il più lungo, inizia nello stesso modo: con il primo passo.

Il primo passo lo abbiamo fatto, ora sono certo che la strada da fare insieme sarà molto lunga.

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